mercoledì 28 ottobre 2009

Avatar Drop [XBL INDIE GAMES]


Una delle più gradite novità dell'universo Xbox negli ultimi mesi è l'abbassamento dei prezzi dei giochi Indie: mentre prima il prezzo minimo di 200MP era appena oltre la soglia psicologica dell'acquisto d'impulso, gli 80 punti di adesso sono esattamente quello che si vorrebbe spendere per quelli che (sulla carta) sono dei semplici esercizi di programmazione usa e getta. Il boost delle vendite e il proliferare quasi quotidiano di nuovi giochi conferma che non sono il solo a pensarla così.

Avatar Drop è il gioco che da settimane si trova al primo posto nella classifica delle vendite Indie (non che le vendite ci interessino in questa sede) e che incarna al meglio la filosofia di quello che mi piace chiamare il 1-euro-gaming.

Svolgimento: prendete il vostro avatar, lasciatelo cadere abbandonandolo ad una fisica ragdoll mentre cercate di farlo passare attraverso degli anelli che, in base alla loro larghezza, danno più o meno punti. Ad ostacolare la vostra caduta ci saranno solo delle semplici sfere che una volta toccate si "sgonfieranno" fino a scomparire. Una volta passati attraverso il cerchio finale (non più di due minuti dopo) la partita sarà conclusa. Punto.

Quanto sareste disposti a pagare per un gioco del genere? "Un euro, non di più!" Infatti è proprio quello che costa.



Abbandonati all'acquisto al volo, ci si rende conto dopo un paio di partite che quello che rende questo gioco un vero gioiello non è di certo il prezzo, ma la cura dei particolari: le urla degli avatar in caduta libera, la musica azzeccatissima (in stile comiche in bianco e nero), i rilassanti colori pastello.
Il multiplayer (fino a quattro giocatori) è bilanciato alla perfezione: meglio procedere lentamente e accumulare più punti o gettarsi verso il traguardo per ricevere il bonus velocità? Una volta tanto, entrambe le tecniche funzionano alla perfezione. Infine, l'utilizzo degli spesso dimenticati alter-ego 3D aiuta l'immersione, soprattutto se si gioca in compagnia.

Gameplay puro, d'altri tempi. Roba da "un'altra partita e poi spengo", esattamente quello che una fetta sempre più ampia di videogiocatori cerca, una fetta che - e questo è un merito fondamentale dell'indie - taglia trasversalmente il mercato: bambinoni casual o nerd hardcore interessati allo sviluppo indipendente? Non ha importanza, e questo è bellissimo: è un'utopia che si realizza.

1 commenti:

Mr. Tambourine ha detto...

Un trip totale!

Posta un commento